Venerdì 29 Gennaio, gli alunni dell’Alberghiero hanno incontrato in videoconferenza il giornalista e scrittore Stefano Nincevich. Principalmente un giornalista, Stefano Nincevich da 17 anni si occupa di Bargiornale, una rivista che abbraccia il mondo del bere di qualità a 360°. Ultima fatica letteraria, il libro Cocktail Safari, un viaggio avventuroso nella storia di 70 drink. Cocktail Safari è sicuramente uno dei più bei libri mai usciti in Italia su questo argomento, per via dei contenuti che raccoglie in maniera così precisa e sensata; i cocktail sono raccontati nella loro storia, con gli aneddoti che li hanno resi popolari e poi la loro preparazione è spiegata semplicemente, così che tutti possano cimentarsi anche a casa.

Durante l’incontro, moderato dal professore Liborio Amplo, si è parlato tanto di mixology, bartender e delle nuove opportunità per i giovani che si affacciano in questo settore. Professionalità, precisione, divertimento: sono queste le parole chiave, secondo Stefano Nincevich, che descrivono il mestiere del barman, oggi tra i più richiesti e gettonati sia in Italia che all’estero. Ma fare il barman, continua il giornalista-scrittore, non significa limitarsi a preparare una serie di cocktail: questa figura professionale deve essere capace di incantare i clienti con le sue creazioni e con il suo charme, con le sue competenze ed abilità artistiche.

La professione del barman oggi è molto più definita rispetto al passato, anche in Italia, e per raggiungere alti livelli di competenza c’è bisogno di tanto studio, ricerca e dedizione, cosa che l’Istituto Calogero Amato Vetrano persegue da tempo, mediante la creazione di percorsi di studio specifici e contatti con il mondo della mixology di tutta Italia. Con l’evoluzione del bere bene ed educato si è anche evoluta la figura del barman, che si è sempre più specializzata ed oggi è un’importante opportunità lavorativa per tutti gli appassionati del settore.

Sono sempre di più i giovani, diplomati presso l’Istituto Calogero Amato Vetrano, che decidono di intraprendere questa professione che, oltre ad essere ben remunerata se fatta a dovere, offre anche la possibilità di girare molto, conoscere e lavorare in luoghi lontani e perché no, unire lavoro e divertimento.

La nuova figura del mixologist è in grado di creare il mix giusto ai fini di esaltare o moderare i sapori, un equivalente dello chef in cucina, che unisce note amare o dolci, intense o morbide, per creare l’unicità delle ricette cocktail più classiche o contemporanee.

I bartender storici sono stati dei veri pionieri della mixology, come Jerry Thomas e Harry MacElhone, degli studiosi di distillati e cocktail, tali da inventarne sempre di nuovi, proponendoli in base alla ricerca sui sapori ma anche sulle possibili tendenze del momento. E dal nome di uno di questi pionieri del cocktail, è stato creato a Roma uno dei 50 World Best Bar, il Jerry Thomas Speakeasy e venerdì 5 febbraio gli studenti dell’Amato Vetrano concluderanno questo viaggio esplorativo nella mixology italiana incontrando in videoconferenza uno dei suoi bartender fondatori, il grande Alessandro Procoli.

 

 

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